Quanto si guadagna con un PVR? Un PVR (Punto Vendita Ricarica) ben gestito in tabaccheria o bar genera mediamente tra 800 € e 3.500 € netti al mese per l'esercente, in funzione della raccolta scommesse e del mix sport/casinò/virtual. Le commissioni vanno dal 25 % al 40 % sul margine prodotto, senza costi fissi di attivazione.
Come funzionano i guadagni di un PVR nel 2026
Il guadagno di un Punto Vendita Ricarica non è uno stipendio fisso: è una percentuale sul margine che il concessionario realizza grazie alle giocate effettuate nel tuo punto. In pratica: più gioco passa dal terminale, più margine generi, più alta è la tua quota.
Il margine non coincide con la raccolta. Se in un mese passano 50.000 € di giocate, il margine reale (dopo vincite pagate e tasse erariali) è in media tra il 6 % e il 10 %. È su quella cifra, non sulla raccolta, che si calcolano le tue commissioni.
Simulazioni reali per tabaccheria, bar e ricevitoria
Tre scenari tipici osservati su esercenti italiani con apertura PVR negli ultimi 18 mesi:
| Tipologia locale | Raccolta media/mese | Margine concessionario | Quota esercente (35 %) |
|---|---|---|---|
| Tabaccheria di quartiere | 20.000 € | 1.600 € | 560 € netti |
| Bar sportivo serale | 50.000 € | 4.000 € | 1.400 € netti |
| Ricevitoria con flusso alto | 120.000 € | 9.600 € | 3.360 € netti |
Le quote variano in base al prodotto: scommesse sportive 30–35 %, casinò e slot 35–40 %, virtuali 25–30 %, poker 30 %. Un mix bilanciato è sempre più redditizio del solo sport.
I 4 fattori che determinano il guadagno reale
- Posizione e flusso clienti. Un bar in zona stadio o un tabacchi vicino a un'azienda di operai genera molto più gioco di un negozio in zona residenziale.
- Continuità di apertura. Aprire 7 giorni su 7 fino a tarda sera moltiplica la raccolta nei picchi serali e del weekend.
- Mix prodotto. Se proponi solo sport perdi il 60 % del potenziale: casinò e virtuali girano tutto il giorno.
- Percentuale contrattuale. Una differenza di 5 punti sulla commissione su 50.000 € di raccolta vale circa 200 €/mese in più in tasca.
Costi che riducono il guadagno: cosa controllare
Il PVR di per sé non ha costi fissi di attivazione né canoni mensili se attivato tramite procacciatore serio. I costi reali da considerare sono:
- Connessione internet stabile (già presente nel 99 % dei locali).
- Spazio per il terminale e il monitor delle quote (1 m²).
- Tempo dedicato dall'operatore alla cassa (mediamente 10–15 minuti per ogni 1.000 € di raccolta).
- Eventuale fido operativo iniziale richiesto dal concessionario (recuperato in poche settimane).
Confronto con altri servizi digitali in negozio
A parità di superficie occupata, il PVR è oggi uno dei servizi a maggior marginalità per esercente. Ecco un confronto rapido:
| Servizio | Margine medio | Investimento |
|---|---|---|
| Ricariche telefoniche | 2–4 % sul valore ricarica | 0 € |
| Bollettini / pagoPA | 0,30–1 € per operazione | 0 € |
| PVR scommesse | 25–40 % sul margine | 0 € |
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Quando il PVR diventa il primo servizio per fatturato
In media, dopo 3–4 mesi dall'attivazione il PVR diventa il primo o secondo servizio per margine generato in tabaccheria, superando ricariche e bollettini. Il punto di pareggio rispetto al tempo investito si raggiunge tipicamente entro le prime 4 settimane.
FAQ
Quanto guadagna un PVR al mese in media?
Tra 800 € e 3.500 € netti per l'esercente, in funzione di raccolta, mix prodotto e percentuale contrattuale. I PVR ad alta densità di flusso superano i 5.000 €/mese.
Si paga qualcosa per aprire un PVR?
No. Con un procacciatore serio l'attivazione, il terminale e l'assistenza sono gratuiti. Non esistono canoni mensili.
Quando arrivano i pagamenti?
I rendiconti sono mensili. Il bonifico al PVR avviene tipicamente entro i primi 10 giorni del mese successivo a quello di rendicontazione.
Le tasse sono a carico dell'esercente?
No. Le tasse erariali sulla raccolta sono già a carico del concessionario. L'esercente dichiara solo le commissioni ricevute come ricavo della propria attività.
